giovedì 19 febbraio 2009

La mancata differenziazione del partito democratico

Molti si domandano quale sia il ruolo della sinistra italiana ad oggi, essa è a mio parere l'opposizione perfetta per il partito di governo, incapace di rappresentare una alternativa credibile, non sostiene idee nuove e alternative al governo, non ha programmi precisi per il futuro è abitata da personaggi scontenti e ammuffiti.


Eppure differenziarsi da Berlusconi non dovrebbe essere un compito così difficile, specialmente poi se egli è veramente la figura che molti a sinistra dipingono, si potrebbe sostenere un sincero sforzo per la riduzione dei costi della politica, ormai evidentemente una delle spese meno efficienti, elemento positivo sarebbe l'adozione di un codice di autoregolamentazione etico, in forza del quale escludere dai ranghi del partito quei soggetti che hanno ricevuto condanne di qualsiasi tipo, altra battaglia doverosa dovrebbe essere quella di rinnovare il parlamento spostando dentro i ranghi del partito, fuori dalle istituzioni, quei soggetti ormai da decenni in primo piano, un rinnovamento da legare al principio di competenza (in questo senso sarebbe utile anche la lotta per le quote rosa e per imporre un limite al numero delle legislature). Una bella campagna contro l'accumulazione di cariche o a favore dell'adozione dei concorsi, contro le nomine politiche sarebbero l'ideale per suscitare il sostegno di un panorama di elettori del tutto disillusi.

Occorre poi sostenere un programma di lotta alla depressione economica basato su investimenti in energia pulita e risparmio energico, sulla scorta di Obama, e abbandonare il tradizionale costume di sinistra di sostenere l'elargizione di sommette a titolo specifico a vari soggetti economici, in poche parole non sarà qualche assegno che risolverà i problemi dei precari o dei pensionati, puntiamo ad irrobustire il tessuto delle pmi italiane spina dorsale della nostra economia e a ridurre le tasse tagliando principalmente i costi della politica.

È necessario smettere di chinare il capo di fronte ai poteri forti della società per la paura di perdere consenso o nella vana speranza di guadagnarne un po', in questo senso una campagna per la legalizzazione della prostituzione portata avanti anche contro le sterili posizioni della chiesa (ad esempio) potrebbe far guadagnare il rispetto e la stima di ampia parte della popolazione stanca di questa straordinaria e ingiustificata influenza delle “sante” istituzioni.

Serve infine un forte impegno per la liberalizzazione della società civile ormai infestata dalle corporazioni, occorre combatterle tutte insieme per rendere evidenti i vantaggi che ne deriverebbero per tutti, politici, notai, farmacisti, tabaccai, tassisti, i settori bancari e assicurativi.

Un ultimo appunto riguarda il modo di fare politica, basta con l'apparire nei mezzi di comunicazione e lanciarsi all'attacco degli oppositori-nemici, bisogna parlare soltanto di questioni di merito, sottolineare sempre ciò che di buono fanno gli avversari o proporre alternative, ma che siano sostanziali e non formali come adesso spesso accade.
Bisogna convincersi poi che non si batte Berlusconi sul suo campo, bisogna imporre all'attenzione politica i propri temi.

In una parola differenziarsi, la politica che vediamo da sempre non è detto che sia l'unica possibile.

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