mercoledì 15 luglio 2009

Che ne può capire un povero studente....

"Non e' possibile la registrazione di Beppe Grillo nell'anagrafe del Pd poiche' egli ispira e si riconosce in un movimento politico ostile al PD. La delibera verra' resa nota sul sito nei prossimi giorni'' da: Commissione di Garanzia del PD.

“Ispira e si riconosce in un movimento politico ostile al PD”, è quindi squisitamente politica la motivazione che questa Commissione adduce come impedimento alla candidatura di Beppe Grillo alla segreteria del PD, la cosa fa sorgere in me tre ordini di domande.


Primo: Non dovrebbero essere le idee a definire l'identità politica? Come si può affermare che un soggetto non può essere parte di un partito se non si valutano le idee di cui è portatore? Forse questo è solo un ideale di uno studente che non sa come funzionano in realtà le cose, altrimenti si dovrà convenire che esiste un imperativo, una sorta di legge non scritta che tutti i politici rispettano puntualmente: mai discutere le idee.

Secondo: A cosa servono le primarie? Immaginavo che il loro scopo fosse selezionare una classe dirigente dal basso, lasciare quindi che gli elettori scelgano chi debba avere l'onere di guidarli, mi sa che cado in errore, i precedenti italiani, infatti, non danno sufficiente sostegno, Prodi contro nessuno e Veltroni contro nessuno hanno dato risultati piuttosto scontati.
Altra considerazione è quella che esiste una Commissione di garanzia nel PD, mi chiedo chi sono i suoi membri? Chi li ha designati? Quali sono i criteri che usano per escludere un soggetto dal partito? Evidentemente non controllano le fedine penali dei dirigenti, (la cosa avrebbe escluso da ogni responsabilità Luca Bianchini, o sbaglio?) attenzionano allora il profilo politico, non mi risulta però che il PD sia famoso per rifiutare la partecipazione di ex avversari politici. Devo ammettere che la cosa resta aldilà della mia comprensione, non è che il PD abbia paura di Grillo? Non voglio neanche pensarci, esiste forse un altra regola non scritta del tipo: mai mollare le redini del potere.

Terzo: Il PD non è il partito di tutti? Anch'io che non sono un iscritto nè un sostenitore speravo tuttavia nel PD come possibile nuovo e dirompente elemento nel panorama politico italiano, anch'io pensavo di poter un giorno essere rappresentato dal PD senza essere un affiliato, un seguace dagli occhi bendati. Evidentemente devo ricredermi, se a me non piace questo PD vuol dire che io (come Grillo) non piaccio a questo PD. Potremmo sintetizzarlo con una formula orwelliana: tutti gli elettori sono uguali ma i pddini sono più uguali degli altri.

Perchè non si discutono allora le idee, cos'è che non piace di quelle portate avanti da Grillo e la sua vastissima comunità, L'acqua pubblica? Rifiuti zero? Connettività per tutti? Parlamento pulito? Stop alle licenze edilizie? E tanto altro che non aggiungo perchè c'è già abbastanza carne al fuoco
A me sembra tutto abbastanza desiderabile, orientato ai bisogni dei più, mi sembra addirittura abbastanza di sinistra !! Al limite possiamo anche discuterne, ma ignorare tutto in blocco è un po' maleducato per non dire vergognoso.

Perchè non lasciamo che le primarie svolgano le funzione per cui sono state create, i dirigenti del PD non si devono sentire in dovere di indicarci chi è più opportuno sostenere, credono forse che gli elettori siano troppo ignoranti, stupidi, avventati, circuibili magari.

Infine bisogna accettare il fatto che il PD deve essere il potenziale partito di tutti, (dei più per restare in un ottica democratica) Non si può quindi chiudere aprioristicamente la porta a chiunque non sia allineato nei ranghi del partito, occorre sempre considerare la possibilità, seppur infinitesimale, che sia il partito a doversi adattare agli elettori. Non chiudete, vi prego, quella porta a nessuno.

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